Si è ufficialmente concluso Pratico 2025, il Programma di Ricerca Attiva del Lavoro su Iniziativa dei Comuni della zona ovest. Nel corso dell’anno sono stati presi in carico 170 beneficiari, spesso con profili distanti dal mercato del lavoro: il 44% donne, il 45% over 50 (di cui oltre il 30% con più di 55 anni), e più di un terzo provenienti da Paesi esteri, alcuni con difficoltà di comprensione della lingua italiana.
Molti di loro arrivano da lunghi periodi di disoccupazione – in alcuni casi superiori ai dieci anni – e da esperienze lavorative poco qualificate, con percorsi irregolari o intermittenti. Pratico ha offerto attività di gruppo, counseling individuale, analisi delle competenze, tirocini, attività di ricerca attiva del lavoro supportata da un case manager e orientamento alla formazione, utilizzando a pieno l’opportunità offerta dal programma GOL finanziato con risorse PNRR. Durante il percorso i beneficiari in situazione di emergenza economica hanno ricevuto un’indennità mensile di 400 euro per tre mesi, legata alla condizionalità della partecipazione attiva a tutte le attività proposte. L’idea di fondo a cui Pratico si ispira è quella dell’“attivazione personale” e del “rinforzo motivazionale”,
L’analisi degli esiti, basata sui dati SILP e riferita agli 89 beneficiari che hanno concluso il percorso entro agosto, evidenzia che il 30,34% ha trovato un’occupazione. Si tratta in prevalenza di contratti regolari a tempo determinato in mansioni coerenti con i profili professionali, con due casi di assunzione a tempo indeterminato. Il dato comprende anche persone con fragilità significative – come disagio psichico non certificato, dipendenze, età avanzata o scarsa conoscenza dell’italiano – che incidono sul risultato complessivo.
Sono inoltre in aumento i partecipanti che, su indicazione dei consulenti, hanno scelto di iscriversi a percorsi brevi di formazione professionale, dato ancora in fase di rilevazione.
“La conclusione di Pratico 2025 ci consegna un risultato concreto: quando le persone vengono accompagnate con continuità e responsabilità condivisa, anche chi è da anni lontano dal lavoro può rimettersi in movimento”, afferma Roberto Montà, presidente del Patto Territoriale Zona Ovest, a nome di tutti gli assessori al lavoro dell’area. “Il 30% di inserimenti non è solo un numero, ma la prova che investire in percorsi personalizzati, con un sostegno economico mirato e un metodo rigoroso, può fare la differenza. Continueremo a lavorare perché nessuno resti indietro.”