La Società pubblica Zona Ovest di Torino S.r.l.

Zona Ovest di Torino S.r.l è la società a capitale interamente pubblico costituita nel giugno del 2001 dai Comuni di Alpignano, Buttigliera Alta, Collegno, Druento, Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Rosta, San Gillio, Venaria Reale, Villarbasse, per assumere il ruolo di Soggetto Responsabile di due patti territoriali, Generalista e Agricolo, promossi nel 1999.

La società ha per oggetto lo svolgimento di attività volte allo sviluppo sociale ed economico dell’area Ovest di Torino, attraverso la realizzazione di servizi, progetti e iniziative di finanziamento pubblico, realizzate in partenariato con gli attori del territorio.

In questi anni la Società è stata in grado di progredire oltre lo stadio iniziale di supporto tecnico ai patti territoriali, trasformandosi progressivamente in Agenzia di servizi per i Comuni e concentrando gradualmente la propria azione su un certo numero di temi unificanti quali lo sviluppo economico, le politiche del lavoro e di coesione sociale, l’ambiente e la mobilità sostenibile.

L’attenzione a queste tematiche ha prodotto l’avvio di numerosi progetti di area vasta che hanno portato sul territorio, in 20 anni di attività, oltre 60 milioni di euro per progetti e servizi. Un esempio positivo ed efficiente di politica pubblica.

La Società inoltre è accreditata dalla Regione Piemonte come operatore idoneo ad erogare servizi al lavoro.

Zona Ovest ha sede in Collegno Via Torino n. 9 presso il Parco Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Il Patto Territoriale richiama quella generazione di politiche di sviluppo dei territori maturata nel contesto italiano ed europeo a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. La collocazione temporale non è casuale. In quel periodo si verificano in Italia almeno tre eventi:

  • l’esaurimento definitivo di una lunga stagione di politiche di sostegno alle regioni in ritardo di sviluppo rappresentate, per esempio, dagli strumenti speciali d’intervento quali la cassa per i mezzogiorno;
  • l’introduzione delle logiche comunitarie della programmazione dei fondi strutturali che modificano l’impianto progettuale e operativo delle politiche di sviluppo: i partenariati; la logica botton up; la progettazione integrata di area vasta, ecc.
  • la crisi del sistema di regolazione politica che va sotto il nome di prima repubblica e l’emergere di una nuova classe dirigente locale, anche sull’onda della legge sull’elezione diretta dei Sindaci e dei presidenti della Provincia.

 

Questi tre eventi avevano delineato:

  • nuove condizioni di possibilità per l’avvio di una stagione delle politiche di sviluppo territoriale che vedono sempre più come protagoniste le comunità locali con i loro attori, in primis i comuni con i loro sindaci;
  • la definizione di interventi legislativi sulla programmazione negoziata dello sviluppo locale e dei relativi strumenti tra i quali i patti territoriali. In tal senso la strategia insita nell’idea di programmazione negoziata aveva una duplice valenza:

                   – quella relativa alla capacità di mobilitare risorse locali, sia pubbliche che private, nel ridisegno dello sviluppo locale,

                   – quella di promuovere la collaborazione attiva e progettuale delle diverse amministrazioni, dal centrale al locale, con un rapporto di tipo contrattuale. Ed è proprio da questa natura contrattuale che, a nostro avviso, si ricava uno degli aspetti positivi della logica dei patti e cioè la dimensione democratica, oltre che cooperativa, del progetto di sviluppo locale definito.

In questo contesto il quadro legislativo e le sperimentazioni sul fronte della definizione dell’assetto istituzionale e dei poteri locali ha rivestito un’importanza particolare nella ridefinizione del contesto istituzionale delle politiche di sviluppo locale per almeno due  ragioni:

  • questi provvedimenti individuavano nelle Regioni e negli Enti Locali i primi attori di una gamma di politiche per lo sviluppo locale;
  • definivano i primi elementi di una “infrastrutturazione istituzionale” basata su un modello “negoziale” e “cooperativo” delle relazioni tra pubbliche amministrazioni e attori privati, che contribuivano a rafforzare il ruolo di regia dello sviluppo da parte degli enti locali.

 

Non dappertutto la logica che sta alla base dell’idea di programmazione negoziata e dei patti in particolare è stata applicata correttamente, non sempre ha prodotto valore aggiunto. Ma rimane il fatto che in alcune realtà locali, al contrario, i patti hanno inaugurato una stagione positiva di interventi per lo sviluppo locale, che sono riusciti ad integrare investimenti pubblici e investimenti privati. Dove hanno funzionato e certamente la zona ovest rappresenta un’ esperienza di successo, i patti hanno rappresentato una tappa di un più complesso percorso di sviluppo.

  • hanno rappresentato per le comunità locali uno strumento importante per stimolare, connettere e regolare in modo negoziale il comportamento dei vari soggetti locali, utilizzandone conoscenze, competenze, progetti e attitudini cooperative;
  • hanno permesso di avviare processi di governance che hanno consentito di ragionare tra più Comuni di progetti di sviluppo economico e sociale di area vasta;
  • sono stati realizzati importanti progetti su scale più significative di quelle di un singolo Comune;
  • si è avviato un dialogo costruttivo con il mondo delle imprese;
  • alle comunità locali è stata data la possibilità di gestire direttamente importanti risorse economiche.

 

Nel nostro territorio questo è stato possibile anche per la scelta degli 11 comuni di assumersi integralmente la responsabilità della gestione dei programmi di investimento finanziati e delle relative politiche di sviluppo, assumendo nei confronti del Ministero il ruolo di Soggetto responsabile attraverso la costituzione della società Zona Ovest di Torino Srl. Ruolo attivo ancora oggi tenuto conto degli effetti del Cosiddetto Decreto Crescita dell’aprile 2019, che rimette a disposizione dei territori le risorse residue dei Patti territoriali, oltre circa 150 milioni di euro, che verranno attribuiti attraverso un bando nazionale previsto da un decreto ministeriale del 30 Novembre 2020, di cui si attende la pubblicazione nei prossimi mesi.

La scelta dei Comuni della Zona Ovest fu una scelta strategica in quanto le risorse iniziali attribuite al patto territoriale hanno fatto da volano per lo sviluppo di numerosi progetti su diversi ambiti: sviluppo economico, politiche del lavoro, orientamento e formazione, ambiente, mobilità sostenibile, ecc. Questa azione ha portato nel territorio della Zona Ovest importanti risorse aggiuntive a quelle originariamente stanziate dal Ministero.  

Quella stagione dei “patti territoriali” così come l’abbiamo conosciuta si è conclusa. Riteniamo però che la logica di fondo che ha stimolato i territori ad aggregarsi su scale diverse per cooperare, sia una logica che deve animare questa nuova stagione che è nello stesso tempo di crisi e di opportunità (Next Generation EU; programmazione dei fondi strutturali 2021 – 2027, nuovi programmi Comunitari , Decreto Crescita, ecc)

Siamo convinti che un approccio allo sviluppo che valorizza i Territori, continua a rappresentare a nostro avviso una chiave di successo, una prospettiva ancora carica di opportunità per qualsiasi strategia di ripresa economica. L’esperienza realizzata lascia in eredità una significativa capacità al confronto di interessi e progetti. Essa rappresenta un capitale prezioso in questa fase di crisi pandemica, che va investito in strategie in grado di produrre per l’area vasta “nuovi vantaggi competitivi”.

Per questa ragione i Comuni della Zona Ovest intendendo continuare su questa strada rilanciando un nuovo Patto per lo sviluppo e l’Occupazione.  

Il Patto Territoriale: un po' di storia

È l’accordo tra i soggetti (enti locali e rappresentanti delle parti sociali ed economiche), per la promozione di uno sviluppo locale integrato in cui sono rappresentate tutte le parti sociali.
L’accordo attua un programma di interventi che nasce da idee progettuali che vengono “dal basso”.
Il Patto Territoriale è la sede in cui avviene la discussione e la concertazione per mettere in atto azioni comuni.

Il percorso di costruzione del patto territoriale della Zona Ovest di Torino ha avvio nel 1996 e si concretizza nella sottoscrizione del “Protocollo d’Intesa del Patto Territoriale della Zona Ovest di Torino” il 16 gennaio 1999 ad Alpignano.
Lo stesso anno vede nel mese di dicembre, a Venaria Reale, la sottoscrizione del Patto Territoriale vero e proprio con tutti gli interventi ammessi a seguito del bando emesso nel mese di novembre.

Il Patto della Zona Ovest in questi anni di esistenza è riuscito a progredire oltre lo stadio iniziale di supporto ai progetti finanziati con le risorse dello Stato, trasformandosi progressivamente in uno strumento di Sviluppo locale.
In fatti oggi opera, su proposta dei Comuni, in diversi ambiti: sviluppo economico, ambiente, mobilità sostenibile, formazione, lavoro, turismo, cultura. ecc.. Questa azione ha portato nel territorio della zona ovest importanti risorse aggiuntive a quelle originariamente stanziate dal Ministero.

Quali sono i soggetti promotori del Patto territoriale della Zona Ovest di Torino?

Gli 11 comuni che hanno sottoscritto il Patto ne sono anche i promotori. Insieme hanno individuato nel Comune di Collegno L’Ente capofila del Patto Territoriale della Zona Ovest di Torino.

Come è composta la struttura organizzativa?

• Coordinamento dei Comuni della Zona Ovest di Torino, composto dai Sindaci o Assessori delegati degli undici Comuni promotori con il compito di confrontare e connettere le politiche locali, assicurare una unica direzione delle politiche e dei processi pubblici, rendere disponibili le strutture comunali assecondando nelle diverse materie i progetti approvati, portare agli altri partner le linee di intervento di parte pubblica, assicurare il finanziamento del Patto.

• Tavoli Tematici, il Coordinamento Comuni individua di volta in volta uno o più Comuni capofila, che agiscono per conto delle altre amministrazioni su specifiche tematiche provvedendo all’attività amministrativa ed alle iniziative necessarie conseguenti alla realizzazione di quanto previsto nei protocolli attualmente in essere e in successivi, eventuali, accordi tra le parti. Nel coordinamento Comuni del 22 Ottobre 2007 sono stati individuati i seguenti Comuni capofila di tavoli tematici:
1) Comune di Collegno – Capofila del Patto Territoriale e delle politiche connesse allo sviluppo economico;
2) Comune di Rivoli – Capofila delle Politiche del lavoro;
3) Comune di Grugliasco – Capofila sulle politiche dei saperi, l’orientamento e la formazione;
4) Comune di Collegno – Capofila delle politiche ambientali;
5) Comune di Venaria Reale – Capofila delle politiche culturali e per il turismo;

• Tavolo largo della Concertazione, composto da tutti i soggetti promotori del Patto, con il compito di discutere e delineare gli indirizzi strategici di lavoro.

• Cabina di regia, composta da sei rappresentanti dei Comuni e da sei rappresentanti delle parti sociali, con il compito di rendere operativi gli indirizzi delineati dal Tavolo Largo della Concertazione e anche con compiti esecutivi relativamente alle professionalità derivanti dall’ente di appartenenza.

• La Società Zona Ovest di Torino SRL, è responsabile dei patti territoriali, è costituita dagli 11 comuni dell’area ovest.

La PROVINCIA di TORINO

I Comuni di:

ALPIGNANO
BUTTIGLIERA ALTA
COLLEGNO
DRUENTO
GRUGLIASCO
PIANEZZA
RIVOLI
ROSTA
SAN GILLIO
VENARIA REALE

VILLARBASSE

Le Organizzazioni di categoria:

AMMA
API
ASCOM
CNA
COLDIRETTI
CONFARTIGIANATO
CONFCOOPERATIVE
CONFESERCENTI
LEGA DELLE COOPERATIVE
UNIONE INDUSTRIALE

Le Organizzazioni sindacali:

CGIL
CISL

UIL Le Autonomie funzionali:

ARPA
CCIAA
INAIL
INPS

Il Patto Territoriale della Zona Ovest di Torino è l’iniziativa che ha cercato di di coniugare le esigenze delle imprese con una programmazione dello sviluppo locale concertata. Il tentativo ciò di partire dal basso e promuovere uno sviluppo compatibile che tenga conto sia di una visione fortemente collegata al mercato e quindi legata a regole che travalicano i contesti geografici e le identità storiche e culturali, sia di una visione che investe tutta la sfera della socialità intesa come bisogni degli individui rispetto ad alcune certezze fondamentali ad esempio il diritto al lavoro. Senza voler proporre ideali utopici ma anzi nella piena consapevolezza delle difficoltà da affrontare e con la certezza che quello che si è avviato nella nostra area è un processo che si potrà valutare appieno sul lungo periodo, i promotori e soprattutto gli enti locali si sono mossi per attivare, attraverso la concertazione ossia con il metodo del confronto e della condivisione degli obiettivi, degli interventi in ogni campo al fine di poter definire una programmazione d’area che prefigurasse un’idea di sviluppo locale attuabile e sostenibile. Da ciò l’impegno sia per la qualificazione della produzione sia per l’elevazione degli standard produttivi nel rispetto dell’ambiente. La previsione fatta attraverso la raccolta di idee progettuali nei mesi di luglio e ottobre 1999 ha avuto pieno riscontro nei progetti presentati al bando del mese di novembre. Si è confermato un tessuto produttivo ricco di fermento con grandi industrie in fase di rinnovamento e diversificazione della produzione e medie e piccole imprese alla ricerca di spazi per espandere la loro attività. Certo pesa molto la caratterizzazione metalmeccanica ma la diversificazione è in atto ed è importante aver colto un forte grado di consapevolezza nel mondo imprenditoriale che appare qui piuttosto sensibile ed attento all’evoluzione ed ai mutamenti del mercato e reattivamente tende a proporsi aggiornandosi sia organizzativamente che tecnologicamente. Il dato occupazionale ha avuto un positivo riscontro tenuto conto che gli investimenti finanziati hanno generato oltre seicento assunzioni di lavoratori e lavoratrici. Il Patto Territoriale ha inoltre fatto da sfondo ad altre iniziative che hanno portato nella zona risorse economiche consentendo di avviare numerosi progetti per fronteggiare la disocccupazione e i processi di ristrutturazione aziendale. Documento Completo
La Lezione dei Patti Territoriali
Un Progetto per il Futuro